Ho da poco concluso la telefonata con la mamma di un bambino che seguo, che ha voluto aggiornarmi sull’esito del colloquio con gli insegnanti che aveva appena terminato. Approfittando della mia influenza (e quindi di un po’ di tempo libero in più), ci siamo soffermate a lungo a chiacchierare, e tra una risata e l’altra è arrivata l’ora di cena.
Non mi importa che sia sera, mi fa piacere che mi arrivino foto dei quaderni dei bambini nei giorni e nelle ore più impensate: mi sento felice e grata per il mio lavoro, perché uno degli aspetti che mi sta maggiormente a cuore è proprio aiutare i bambini e le famiglie a ricostruire l’alleanza con la scuola e con noi specialisti, ed è quello che anche le famiglie generalmente riconoscono come valore aggiunto nel nostro cammino insieme.
E’ fondamentale comprendere le richieste delle famiglie e soprattutto far sentire il bambino riconosciuto nelle sue fatiche, senza sottovalutare, ma nemmeno ingigantire, nessun aspetto. E’ quello che faccio con le famiglie a partire dal nostro primo colloquio, per ricostruire la storia di quel bambino e poter inquadrare correttamente le sue fatiche grafomotorie.
1000 mani 1000 scritture!
Non c’è una scrittura uguale all’altra, come non c’è una disgrafia uguale all’altra: ecco perché la personalizzazione dei percorsi è il mio modo di operare, tenendo conto degli interessi e delle risorse di ognuno!
Il bambino al centro
E’ altrettanto fondamentale condividere periodicamente con la scuola quanto emerge, proprio per muoversi tutti insieme, passo passo, verso il comune obiettivo di restituire al bambino il piacere di apprendere e di scrivere! Non sempre le famiglie conoscono la realtà scolastica anche nella sua componente burocratica e normativa, e spesso basta fare un po’ di luce per ritrovare, insieme, la strada migliore!



